Vaccini obbligatori: scienza moderna e “scienza di Stato”

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Da Altalex, l’inquietante e meticoloso ritratto dei meccanismi di censura imposti dalla nuova “politica medica dominante” in materia di vaccinazioni obbligatorie. “Pochi temi impegnano le coscienze come quello della vaccinazione dei bambini. Un contrasto dai toni sempre più accessi e all’interno del quale sembra destinata a soccombere, prima di tutti, una corretta idea di Scienza.”

Questa l’interessante riflessione di Riccardo Bianchini pubblicata su Altalex. Seguono alcuni passaggi: “Da un lato la maggioranza rumorosa dell’ establishment medico e la maggioranza (molto meno rumorosa) dei genitori che hanno ritenuto di aderire, più o meno criticamente, alle linee dettate dalla posizione dominante nel campo della politica medica. Dall’altro lato una minoranza di medici – oramai molto poco rumorosa perché relegata al silenzio, pena il rischio della radiazione dall’albo professionale – e una minoranza di genitori che hanno deciso di discostarsi, più o meno consapevolmente, dalle linee dettate dalla posizione dominante nel campo della politica medica.

[…] Il portato della cultura scientifica moderna è proprio quello di un sano scetticismo che avvolge tanto opzioni credenziale quanto opinioni scientifiche: opinioni che possono definirsi “scientifiche” proprio perché mai portatrici di una verità assoluta e incontrastabile, ma sempre verificabili, falsificabili e criticabili, e accettate come migliore approssimazione alla verità fintantoché non sopraggiunga una spiegazione in senso causale (o in senso nomologico, perché anche la nozione di “spiegazione” è discussa e discutibile in un ambito autenticamente scientifico) ritenuta migliore […]. Concetti di verità assoluta e di certezza definitiva non sono compatibili, soprattutto nella loro variante di verità e certezza non contestabili, con la cultura moderna e con l’idea di scienza ad essa connaturata. […]

La questione che ci occupa investe dunque necessariamente due campi, quello medico-scientifico e quello politico-normativo, che in questa occasione si intrecciano indissolubilmente: ecco perché si è usato la faticosa locuzione “dominante nel campo della politica medica.  […]

La scienza non può mai dirsi portatrice di certezze assolute, pena una contraddizione con la definizione stessa di scienza intesa in senso moderno. In campo medico, come in ogni campo scientifico, il ruolo primario spetta alla pratica del dubbio scettico, dovendo invece essere evitato ogni approccio di natura dogmatica. […] deve essere intesa (dal potere politico, dalla società civile e, soprattutto, da se stessa), qui come altrove, come portatrice della migliore esperienza oggi disponibile, i cui esiti siano sempre migliorabili e suscettibili di revisione: e dunque sempre contestabili.

Il diritto, quello dei Governi e dei Tribunali, al contrario, non può che conoscere certezze, perché per decidere di una controversia il giudice ha necessità di fondare la propria sentenza su di un qualcosa di stabile: una norma che, in ultima analisi, in quanto divenuta legittimamente norma è appunto indiscutibile, non contestabile.

Scienza e diritto sono quindi contrapposti strutturalmente, in quanto implicano un atteggiamento culturale e psicologico l’uno opposto dell’altro.

[…] Una divisione lacerante. …In sostanza, i due fronti si accusano reciprocamente di attentare ciascuno alla salute dell’altro. Peggio: alla salute dei figli dell’altro.

Le due parti in causa, però, non sono poste su di un medesimo piano: l’una, quella pro-vaccini, in quanto “dominante nel campo della politica medica”, ha avuto in mano il potere di definire come contrario all’ordinamento deontologico medico l’atteggiamento di chi esprima posizioni anti-vaccino, ed ha esercitato tale potere.

I due campi, quello della scienza (fatta di sole opinioni e teorie) e quello del diritto (necessariamente teso alla ricerca di certezze) si sono toccati, e una opinione scientifica, quella prevalente, è divenuta sotto il profilo deontologico norma giuridica. Una opinione scientifica, da tesi sottoposta al vaglio critico della comunità scientifica, è diventata norma deontologica, e dunque si è sottratta ad ogni tipo di dibattito e possibilità di contestazione.

[…] È chiaro che la comunità medica deve avere al proprio interno una qualche forma di antidoto per evitare che improvvisati ciarlatani convincano pazienti ingenui o mal informati a sottoporsi a cure stravaganti… Ma […] il fronte anti-vaccini appare come una schiera di medici numericamente significativa: tant’è, appunto, che la FNOMCeO ha adottato un apposito atto a tale riguardo, di cui non vi sarebbe stato bisogno se a sostenere la tesi anti-vaccino fosse stato solo qualche elemento isolato.

[…] È evidente che vi è una tensione fra due contrapposte esigenze: quella di garantire che i pazienti non siano indotti a pratiche palesemente errate, e quella di garantire la libertà di scelta del paziente e il libero sviluppo della ricerca scientifica (che potrebbe passare anche attraverso opinioni ritenute, prima face, stravaganti come quella che affermava che la Terra non fosse né piatta né posta al centro dell’universo…).

Una tensione irrisolvibile, e che dunque dovrebbe guidare, chi detiene il potere di dettare la norma deontologica, ad un esercizio estremamente prudente di tale potere ed estraneo anche al solo sospetto di una sua strumentalizzazione.

Su questo scenario interviene un atto normativo del Governo, un decreto legge che disciplina l’intera materia (D.L. 73/2017), prevedendo una estensione dell’elenco dei vaccini obbligatori (portandoli da 4 a 12) e imponendo pesanti “sanzioni” per il caso di mancato rispetto dell’obbligo.

“Sanzioni”, appunto, fra virgolette, perché il termine non pare giuridicamente corretto. La conseguenza della mancata vaccinazione va infatti dalle sanzioni pecuniarie propriamente dette, alla impossibilità di accedere al sistema scolastico e giunge fino alla perdita della potestà genitoriale…

[…] non si può non avvertire tale contrasto allorquando un Governo intervenga su un tema così fortemente segnato dal contrasto sociale con un mezzo, il decreto legge, che niente dovrebbe aver a che fare con questioni di scelta di coscienza. Un mezzo violento, quello del decreto legge, che esclude ogni possibilità di dialogo preventivo. Un mezzo violento, sotto il profilo giuridico, che pare molto poco compatibile con il parametro costituzionale volto a limitarlo a casi di urgenza ed eccezionalità. […]

Stiamo assistendo a un dibattito pubblico, vertente su posizioni medico-scientifiche, in cui una parte ha zittito l’altra, riuscendo ad ottenere che al dissenso corrisponda l’esclusione dalla comunità scientifica stessa (si è detto infatti del documento della FNOMCeO e della già intervenuta radiazione di un esponente del fronte anti-vaccino).

[…] questa la gravità massima insita in un meccanismo che si è innescato, un cortocircuito fra diritto e scienza che ricorda troppo da vicino ciò che in un passato che davamo per superato accadeva fra diritto e religione – si lascia campo libero alla possibilità che prima si facciano tacere i dissenzienti, e poi in questa forzata unanimità di vedute si affermi che la scienza medica unanime concorda con l’impostazione della norma.

La scienza ha per secoli dato lezioni di democrazia alla politica, mostrando come proprio la cultura del dialogo, del dubbio scettico e della ferma condanna di forme vecchie e nuove di dogmatismo e di “scomunica” siano i principali antidoti per preservare la libertà del pensiero e delle istituzioni.

Se si prosegue su questa strada, si pone uno strappo a principi talmente basilari che vi è il rischio di dare per buono un modo di operare – che oggi riguarda il tema dei vaccini, già fortemente legato a quello dei valori e libertà costituzionali, e che domani potrà riguardare qualsiasi cosa – che pone finanche in discussione la tenuta democratica del sistema.

Il senso di ingiustizia che si avverte è fortissimo. […]”

Approfondimento completo (originale):
Vaccini obbligatori per decreto legge: scienza moderna e scienza di Stato

Fonte: Altalex, 8 giugno 2017. Nota di Riccardo Bianchini)

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