Vaccini e tutela legale per bambini 0-6 anni

Come tutelare i bambini da 0 a 6 anni a fronte della Legge 119/2017 sui vaccini. Consigli legali e prime linee guida per l'iter di obiezione vaccinale. (Avv. Ventaloro di Comilva, Bellaria 9/8/2017)

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Come tutelare i bambini da 0 a 6 anni a fronte della Legge 119/2017 sui vaccini? Consigli legali e prime linee guida per intraprendere l’iter di obiezione vaccinale secondo l’associazione Comilva. Relatore: Avv. Ventaloro, Bellaria 9/8/2017.

Condividiamo alcuni istanti salienti della conferenza sulla nuova legge vaccini 119/2017 tenutasi a Bellaria il 9 agosto 2017. Un incontro specifico inerente la tutela legale degli obiettori di coscienza e gli aspetti giuridico-normativi che interessano i bambini di età 0-6 anni. Trattazione dell’Avvocato Luca Ventaloro, relatore dell’associazione Comilva.

Locandina 9/8/2017: “Vaccini, quale tutela alla luce delle nuove disposizioni di legge”

Nella playlist video:

1 – Una Battaglia di Libertà
2 – Una legge anomala
3 – Le sanzioni amministrative
4 – Perché non è opportuno pagare la sanzione amministrativa

L’avvocato Luca Ventaloro ha illustrato ai partecipanti le caratteristiche della nuova legge sull’obbligatorietà vaccinale, dando indicazioni pratiche per i soggetti della fascia di età tra 0 e 6 anni che dovrebbero frequentare asili nido e scuola materna. Diverse centinaia i presenti.

“Siamo un popolo culturale, sanitario, non violento ma soprattutto cittadini e genitori, e lavoriamo per la libertà e il rispetto dei diritti costituzionali“. Ha aperto così la serata, Ventaloro. Serafico e ironico ha da subito suscitato sorrisi nel pubblico in sala, rasserenando con spiegazioni semplici e chiare i numerosi genitori che sostengono la libertà di scelta terapeutica in ambito vaccinale.

La legge n. 119 del 31 luglio 2017, inerente la conversione DL n. 73/2017 in materia di prevenzione vaccinale, ha attirato l’interesse di molti cittadini, operatori scolastici e personale sanitario. Invitati anche rappresentanti legali e medici.

Incontro sulla legge 119 / 2017
Quale tutela alla luce delle nuove disposizioni di legge“, in merito alla pratica vaccinale.
Palacongressi di Bellaria, 9 agosto 2017.


Segue riassunto dell’incontro, a cura di Cristina Cevoli.

RESOCONTO RIASSUNTIVO – Legge Vaccini 119/2017
e “Bambini non vaccinati fascia di età 0 – 6 anni”

Il DL è passato senza un serio approfondimento scientifico, senza nessuna emergenza sanitaria. Molti comuni e regioni si sono già messi in contatto con Ventaloro per capire come poter fare per non applicare la legge. Se tutti i comuni si muovessero in questo senso crollerebbe l’intero sistema.

In questo momento oltre alle varie associazioni e ai gruppi di cittadini si sta muovendo il CNGS (coordinamento nazionale giuristi per la sanità ) composto da avvocati giudici e magistrati.

CASI DI ESONERO DALLA VACCINAZIONE

  • immunizzazione naturale da accertare con esami anticorporali (presenza di anticorpi protettivi) o presentando la notifica di pregressa malattia(non basta l’autocertificazione);
  • accertato pericolo di malattia (malattie genetiche, danni da vaccino). Vedi circolare delle reazioni avverse da vaccinazione. N.99

RISCHI PER CHI NON VACCINA

1) Sanzioni amministrative

Si applicano al ciclo vaccinale. Un’unica sanzione per l’intera famiglia, per ogni figlio non vaccinato. Se la sanzione arriva, viene recapitata sia al padre che alla madre con due lettere distinte, ma vale come unica sanzione. Attualmente sono previsti tre cicli di esavalente e due di tetravalente. Quindi, se ad esempio si viene sanzionati col massimo della sanzione (500€), significa che la sanzione è di 2.500€ da applicare per ogni figlio. Il numero dei cicli vaccinali però potrebbe essere rivisto, quindi si deve ricalcolare in base a quello che sarà.

Ventaloro sottolinea, se e quando invieranno le sanzioni, si procederà come prima:
le sanzioni non vanno pagate ma impugnate e vinte. Le sanzioni vengono emesse dal SSN locale (è l’organo sanitario che verifica l’irregolarità della scheda vaccinale su segnalazione della scuola). La decisione di inviare la sanzione e la somma applicata sono discrezionali. L’iter è molto lungo, passano molti mesi durante i quali può succedere qualsiasi cosa.

Bisogna fare molta attenzione alla dicitura riportata sotto la lettera della sanzione, in cui c’è scritto che abbiamo la possibilità, prima di pagare, di essere sentiti dall’ASL. Questo significa che devono dare audizione singolarmente ad ogni interessato e che c’è possibilità di presentare degli scritti difensivi. Questo comporta una dilatazione delle tempistiche a nostro vantaggio. Per procedere in questo senso non è necessario l’intervento di un avvocato. Comilva nella sezione apposita da’ indicazioni a riguardo. Nulla vieta però di rivolgersi ad un avvocato.

Possono passare fino a 5 anni per ricevere il vero atto di pagamento (ordinanza di ingiunzione) che a quel punto deve essere impugnato dal giudice di pace territoriale entro 30/60 giorni. L’OBIEZIONE ATTIVA, da attuarsi sul fronte sanità, serve per allungare ancora di più questo iter e per tutelarsi;

2) Limitazioni accesso ai servizi educativi dell’infanzia

Ventaloro consiglia di muoversi subito sul fronte scuola (soprattutto per la fascia d’eta’ 0-6), interfacciandoci il PRIMA POSSIBILE, entro il 10/09 con

  • sindaco
  • scuola

Non serve fuggire, nè ritirare i bimbi da scuola ma rivendicare il posto alla materna e nido se l’iscrizione fatta è stata accolta. Il consiglio è quello di compilare l’autocertificazione impegnandoci ad adempiere alla legge ma previo approfondimento, valutazione dei rischi e accertamenti tramite esami anticorporali. Insomma temporeggiare.

Dobbiamo resistere, se si entra a scuola non possono toccarci, non è ancora prevista la parte esecutiva della limitazione all’accesso a scuola. Non hanno dunque strumenti per cacciare i bambini da scuola. Anche se chiamano i carabinieri non possono fare nulla. Al massimo i carabinieri si presentano, ma invitano al confronto tra genitori e comune. Confronto a cui dobbiamo essere aperti…ma i bimbi rimangono a scuola.

Si devono organizzare presidi nelle scuole per sostenere le famiglie che non hanno appoggio dalla scuola.

3) Limitazione accesso alla scuola dell’obbligo

SCRIVERE ALLE ASL PER CHIEDERE:
  • informazioni e risposte
  • che tipo di vaccinazioni
  • quali le modalità di somministrazione
  • quali i rischi
  • quali le possibili reazioni avverse
  • test prevaccinati (genetici, immunitario, allergologiche)
  • qual’è l’incidenza delle malattie per cui si vaccina
OBIEZIONE ATTIVA

(Da fare dopo che l’ASL di competenza ci chiama a colloquio)

  • NO FUGA
  • NO SILENZIO
  • NO CERTIFICATO COMPIACENTE

Quindi le azioni da compiere sono:

  1. raccogliere un grande numero di raccomandate A/R inviate ad ASL e sindaco
  2. partecipazione ai colloqui
  3. Dissenso informato (non firmato o modificato come da indicazioni Comilva)

Se il sindaco non è dalla nostra parte e non è disposto a venirci incontro con eventuali ordinanze che impediscano l’applicazione della legge ( ci riferiamo all’esclusione dalla scuola) o con delibere di giunta, a quel punto è necessario il ricorso, da fare preferibilmente al giudice civile- giudice di pace (più vicino al cittadino, spesso si tratta di mamme) e non al TAR (basta un ricorso che va male per creare precedenti).

DA NON FARE:

  • Pagare sanzioni perché equivale ad una ammissione di colpa (e in caso di pagamento ASL può fare segnalazione al tribunale dei minori)
  • Ritirare i bambini da scuola

IMPORTANTE:

Le ASL non sono tenute a inviare comunicazioni con raccomandata, queste vengono fatte con posta ordinaria e sono ritenute valide. La sola raccomandata prevista è la comunicazione dell’esclusione da scuola.

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