SIDS – Morte in culla e vaccini

Dai centri di ricerca ai sistemi di farmacovigilanza, uno sguardo alla correlazione temporale tra vaccinazioni e SIDS. E' sostenibile l'innocenza assoluta del vaccino esavalente pediatrico nell'insorgenza della morte improvvisa infantile? Cosa emerge dal Vaers?

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La vaccinazione è uno dei primi interventi farmacologici a cui si sottopongono i bimbi a poche settimane dalla nascita. Fino a qualche tempo fa non era in discussione l’eventualità che, in determinati soggetti e circostanze, i vaccini, in quanto farmaci, potessero rappresentare una concausa della morte in culla. Se ne scriveva senza censure anche sui quotidiani [1].

Ritaglio di giornale, 1996 – Pagina di cronaca

In Italia vantiamo un centro studi specialistico per la Sids [2], da alcuni anni a rischio chiusura [3] nonostante l’attività di ricerca su questi eventi ad eziologia sconosciuta sia tuttora essenziale. Cosa sta cambiando e perché? Il dibattito sul tema è acceso e si levano voci discordanti. Conosciamone alcune relative al vaccino esavalente pediatrico che è ad oggi la vaccinazione più utilizzata nei primi mesi di vita dell’essere umano, momento d’esordio della cosiddetta “morte bianca“. Prenderemo in considerazione due pubblicazioni scientifiche italiane e i dati ufficiali del sistema di sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini (VAERS).

Uno studio di rilievo sulla SIDS

Nella primavera 2014, i ricercatori italiani Matturro, Del Corno e Lavezzi, nel loro “Morte in culla a seguito di vaccinazione esavalente: uno studio neuropatologico” [4], scrissero: “Questo studio non prova una relazione causale tra vaccinazione esavalente e SIDS. Tuttavia…

ipotizziamo che i componenti del vaccino possano avere un ruolo diretto innescando un esito fatale in bambini vulnerabili.”

E proseguono: “…riteniamo necessario che le morti che si verificano a breve distanza dalla vaccinazione esavalente siano appropriatamente indagate da un abile patologo e sottoposte ad esame autoptico, in particolare del sistema neurovegetativo, per un’oggettiva valutazione del possibile ruolo causale del vaccino nella SIDS.

Perché gli esperti parlano di indagini accurate?

Le delicate indagini effettuabili dai periti in caso di Sids post-vaccinale si conducono spesso su campioni non adeguatamente preservati e non sempre sono risolutive. Tradotto: tramite autopsia, se non c’è stata immediata accortezza nell’attuare i protocolli di conservazione della salma, raramente si giunge a risultati inoppugnabili. Da qui l’alone d’incertezza che gravita ancor oggi attorno a questo fenomeno. Siamo sempre più abituati a sentir parlare di bambini morti per arresto cardiaco ma, ricordiamolo, esso è l’effetto finale, non la vera causa del decesso.

Dal 2014 in poi il contesto mediatico si è gradualmente trasformato sperimentando crescente censura nell’ambito della cronaca sanitaria, e un forte contrasto alla diffusione di informazioni critiche sui vaccini e la sids, sebbene universalmente accettate, ha preso il sopravvento.

Uno studio antagonista (passibile di distorsioni)

Vaccino esavalente Infanrix Hexa e morte in culla

Lo studio di cui parliamo si chiama “Vaccino combinato esavalente per difterite – tetano – pertosse acellulare – epatite B inattivata – poliovirus – haemophilus influenzae di tipo B; Infanrix™ hexa: dodici anni di esperienza in Italia” [5], esce a settembre 2014, e ambisce a scagionare l’onnipresente vaccino esavalente Infanrix Hexa GSK da qualsiasi correlazione con la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome). I suoi autori, di cui due alle dirette dipendenze della GlaxoSmithKline Vaccines, concludono che la morte in culla non è correlabile al proprio prodotto perché nel periodo post-somministrazione non è superato il numero di morti attese per SIDS.

Osservazioni critiche

A pensarla diversamente è il Dott. Puliyel, primario di pediatria al St. Stephens Hospital di Delhi. Egli fa notare che se si analizzano i report del suddetto studio “contabilizzando i morti nei primi 10 giorni dopo la somministrazione del vaccino e li si confronta con le morti nei successivi 10 giorni,

  • nei neonati di età inferiore a 1 anno il 97% dei decessi (65 morti) si verifica nei primi 10 giorni e il 3% (2 morti) si verifica nei successivi 10 giorni.

Se le morti casuali da SIDS sono estranee alla vaccinazione, questa disparità nel numero di morti tra i due periodi non si sarebbe dovuta osservare.” [6]

Prosegue Puliyel: “Alla stessa maniera,

  • nei bambini più grandi di 1 anno, l’87,5% delle morti (7 decessi) si sono verificate nei primi 10 giorni successivi alla vaccinazione e il 12,5% (1 decesso) sono occorse nei restanti 10 giorni.”

E conclude: “Se usiamo come valore di riferimento per la SIDS il numero di decessi che si verificano nel secondo intervallo di tempo (ndt. cioè da 10 a 20 giorni successivi la vaccinazione, in assenza di incrementi anomali), vediamo che, in questi bambini sani che vanno a vaccinarsi, c’è stato un eccesso di 63 morti (65 – 2 = 63) nei neonati entro il primo anno di vita, e di altre 6 morti inattese (7 – 1 = 6) tra quelli vaccinati tra 1 e 2 anni di età.
Nel periodo in esame, si deve quindi concludere che il vaccino Infanrix Hexa potrebbe esser stato responsabile di almeno 69 morti.” [6]

Nel 2017/2018 il Dr. Puliyel ha contribuito ad approfondimenti sull’incidenza di SIDS in bambini vaccinati con esavalente Infanrix Hexa, pubblicando lo studio “Infanrix hexa e morte in culla: revisione dei report periodici di sicurezza trasmessi all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA)” [7] che riesamina i dati disponibili sul vaccino e i rapporti della GSK sul proprio prodotto inerenti il periodo 2009-2011 [8], fatti desecretare da un giudice della Corte di Giustizia. Lo studio è consultabile su PubMed in versione integrale.

SIDS e farmacovigilanza

Cosa rivela il VAERS sulla morte in culla?
Figura 1 – SIDS / Vaccini – Tempo medio del decesso dopo la vaccinazione (Fonte: VAERS)

Il sistema di sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini (VAERS, acronimo di Vaccine Adverse Event Reporting System), conferma in sostanza le osservazioni del Dr. Jacob Puliyel.

Il database riporta in totale circa 1300 casi di morte in culla (n. 1294 aggiornati al 14 marzo 2019), di cui una parte davvero consistente avviene entro breve tempo dalla somministrazione (Figura 1). Gli eventi di Sids documentati attraverso questa piattaforma di raccolta dati della vaccinovigilanza, valutati secondo il metodo sopra descritto (ossia scaglionando i risultati per finestre di tempo), senza equivoci appaiono temporalmente associati alla somministrazione di vaccini, concentrandosi sempre e solo a poche ore o giorni di distanza dalla vaccinazione.

Figura 2 – Morte in culla / Vaccini – Tempo medio del decesso dopo la vaccinazione per tipologia di vaccino (Fonte: VAERS)

L’intervallo di tempo in cui si verifica il decesso è pressoché sovrapponibile per le principali tipologie di vaccino. (Figura 2)

Per motivi di sintesi, non tratteremo qui altri punti notevoli, né problemi di sottostima delle segnalazioni di sospette reazioni avverse alla farmacovigilanza, né la moltitudine di paper stranieri disponibili su morte in culla e vaccini.

Ci interessava informare il lettore che i dati ufficiali del VAERS confermano in modo tangibile la presenza di un picco di decessi a distanza ravvicinata dalla vaccinazione piuttosto che a distanza di più settimane. Perché ignorare l’evidenza scientifica rappresentata da questo significativo campione? Come suppongono alcuni studi (inclusa la ricerca citata in apertura), i componenti vaccinali potrebbero davvero influire come concausa nella sindrome della morte improvvisa del lattante in soggetti predisposti e questa eventualità andrebbe indagata con dovizia e obiettività.

Distribuzione geografica dei casi di morte in culla post-vaccino

Figura 3 –Morte improvvisa del lattante / Vaccini – Distribuzione geografica dei casi di SIDS post-vaccinazione (Fonte: VAERS)

Sul VAERS è possibile consultare la distribuzione dei casi di SIDS post-vaccinale anche in base alla localizzazione. Priorità è data agli Stati Uniti, essendo il VAERS un progetto di paternità americana, ma in esso confluiscono anche referti stranieri, indicati con la dicitura “foreign” / estero.

Figura 4 – Primo caso ufficiale di morte in culla post-vaccinazione (VAERS)

Il primo caso ufficiale di morte in culla dopo vaccino inserito nel VAERS risale al 1990, in Indiana, con decesso occorso il giorno stesso di una vaccinazione DTP, difterite-tetano-pertosse. (Figura 4)

Figura 5 – Recente segnalazione ufficiale di morte improvvisa infantile dopo co-somministrazione vaccini (VAERS 2018)

Qui invece una segnalazione recente di SIDS post-vaccino, fine anno 2018, paese straniero, a distanza di un solo giorno dalla co-somministrazione di Esavalente Vaxelis + Antipneumococcico Prevnar + Rotavirus Rotateq. (Figura 5)

Tenendo conto del grave problema di sottostime dovuto alla mancanza di farmacovigilanza “attiva” in buona parte del mondo, i dati sulla morte in culla post-vaccinale, benché relativi a un periodo di 30 anni (1990-2019) restano allarmanti.

Quali informazioni scientifiche su morte in culla e vaccini si offrono al grande pubblico?

Sul patrocinatissimo sito VaccinarSì, nella sezione “contro la disinformazione“, è presente un articolo intitolato “Nessuna relazione tra i vaccini e la morte in culla” [9]. Per mezzo di poche fonti sapientemente selezionate in favore di tale tesi, si sentenzia in modo assoluto: “L’ipotesi che la morte in culla sia correlata alla vaccinazione – e nello specifico al vaccino Difterite-tetano-pertosse – è stata smentita da numerosi studi“.

In ordine di comparizione, la pagina parla di: antivaccinisti, definizione di morte in culla, diminuzione della SIDS a seguito del cambio di postura del bambino nel sonno. Stop. Ne consigliamo la lettura perché è istruttivo, sotto più punti di vista, capire come l’informazione possa essere tessuta allo scopo di confondere e distrarre il lettore, dicendo tutto e niente.

Troviamo l’affermazione conclusiva di VaccinarSì faziosa e fuorviante per più motivi:

  1. Indagini epidemiologiche generiche non possono sostituirsi a una medicina di precisione che, come sottolinano Matturro e colleghi, deve tener conto di variabili e fragilità soggettive.
  2. Molti studi” non significa per forza studi validi. Uno studio può essere obsoleto, o disegnato per rispondere a un quesito specifico anziché generico, o condotto a partire da criteri passibili di distorsioni. Oggi è noto quanto sia relativamente facile per un’equipe medica manipolare e presentare i dati di una ricerca piegandola al risultato che si voleva ottenere. Ogni giorno nel mondo le pubblicazioni presentate sono numerosissime, i revisori mai abbastanza, e i casi di frode scientifica [10], in vertiginosa crescita, sovente si individuano dopo anni. Ne sono pieni i tribunali.
  3. I nostri neonati ricevono un’infinità di preparati vaccinali diversi, contenenti una straordinaria varietà di adiuvanti, eccipienti e residui di produzione. Non è possibile limitare il campo d’indagine a un solo prodotto commerciale e attribuire il medesimo risultato all’intera gamma di vaccini disponibili… (sarebbe come dire: “abbiamo testato un chemioterapico e funziona, quindi l’efficacia generale di quest’intera classe di farmaci è provata!”, procedimento che ha ben poco di scientifico).

Le cartelle cliniche del VAERS provano e raccontano altro. Se fosse corretta la tesi così come formulata da VaccinarSì, nel campione di bimbi vaccinati e morti registrati sul database della vaccinovigilanza quell’incremento improvviso e ravvicinato alla somministrazione non dovrebbe verificarsi.

Concludendo

L’intento del nostro articolo era fornire al lettore più pareri accademici sulla morte in culla, posizioni meno pubblicizzate ma ragionevoli, così da avere qualche strumento in più per riflettere. Ogni obiettore di coscienza sa che nei siti di divulgazione scientifica destinati al grande pubblico talvolta si omettono certe informazioni per evitare confondimenti. Il singolo aspetto che desideravamo trattare qui era la “correlazione temporale della morte in culla nei neovaccinati” consultando dati basati sull’evidenza clinica e non su modelli matematici. La SIDS resta un evento di origine sconosciuta.

Affannarsi a convincere l’opinione pubblica che i vaccini siano esenti da qualsiasi rischio, non fa che gettare ombre sulla Scienza che, per sua natura, deve alimentarsi di dubbi per addivenire a soluzioni sempre migliori, più sicure e personalizzate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA – Liberascelta.org

1. Ritaglio dal quotidiano “Il Giornale”, 1996.
2. Centro di Ricerca “Lino Rossi” per lo studio e la prevenzione della morte inaspettata perinatale e della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) – centrolinorossi.it
3. Da leggere: “Sindrome della morte improvvisa: le istituzioni vogliono fare chiarezza?” e “Sindrome della morte improvvisa, il centro specialistico che rischia la chiusura
4. Matturri L, Del Corno G, Lavezzi AM. Sudden infant death following hexavalent vaccination: a neuropathologic study. Curr Med Chem. 2014 Mar; 21(7):941-6 – PMID: 24083600
5. Baldo V, Bonanni P, et al. Combined hexavalent diphtheria-tetanus-acellular pertussis-hepatitis B-inactivated poliovirus-Haemophilus influenzae type B vaccine; Infanrix™ hexa: twelve years of experience in Italy. Vaccin Immunother. 2014; 10(1):129-37; PMID: 24004825
6. Considerazioni del Dr. Jacob Puliyel – https://jacob.puliyel.com/paper.php?id=354 ed Estratto PDF
7. Puliyel J, Sathyamala C. Infanrix hexa and sudden death: a review of the periodic safety update reports submitted to the European Medicines Agency. Indian J Med Ethics. 2018 Jan-Mar; 3(1):43-47. PMID: 28918379 – Qui: PDF Completo
8. Documento confidenziale GSK per le agenzie regolatorie, sul vaccino esavalente Infanrix™ hexa QUi: PDF Completo
9. Sito VaccinarSì, “Nessuna relazione tra i vaccini e la morte in culla“, sez. Contro la disinformazione, aggiornato al 26/05/2016. Qui copia statica, per poter consultare il testo corrispondente alla data d’aggiornamento indicata.
10. Da leggere: Università di Padova (testata giornalistica online Il Bo Live – ilbolive.unipd.it), “Frodi scientifiche: il lato oscuro della scienza“, del 17/12/2017, cat. Scienza e Ricerca. Copia statica qui.