Sanzione vaccini: quanto costa la multa?

Un ammontare ipotetico più preciso della sanzione pecuniaria amministrativa prevista per le vaccinazioni obbligatorie rifiutate, calcolato secondo due diverse logiche.

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La sanzione pecuniaria per omissione delle vaccinazioni è una sanzione amministrativa comminata in caso di inadempienza all’obbligo vaccinale. La legge 119/2017 stabilisce che la multa vada da un minimo di 100€ a un massimo di 500€. E’ comunque possibile calcolare un ammontare ipotetico più preciso.

Alle sanzioni amministrative si applica la Legge n. 689/1981 che prevede due opzioni di pagamento:

  • o il doppio del minimo
  • o un terzo del massimo

a seconda della cifra più favorevole per il trasgressore.


IPOTESI 1 – Sanzione applicata “a ciclo vaccinale”

Se la sanzione fosse comminata per ciclo vaccinale, nel nostro caso si applicherebbe il terzo del massimo: 166,67 Euro, perché più favorevole.

Secondo questa prima ipotesi, in caso di inadempienza totale, attualmente, essendo previsti due cicli vaccinali, uno esavalente e uno trivalente (o tetravalente per morbillo-parotite-rosolia + varicella, per i nati dal 2017), la multa ammonterebbe quindi a:
166,67 x 2 = 333,34 €


IPOTESI 2 – Sanzione sul “numero di malattie” per le quali non si vaccina

Ipotizzando invece che la sanzione si applichi al numero di malattie per le quali non si vaccina la multa sarebbe applicata per ogni componente del vaccino mancato.

Per esempio, se nel vaccino esavalente ce ne sono sei, e il bambino non è stato vaccinato per nessuna delle patologie previste, mi convocano per la vaccinazione ma non la eseguo, è come se commettessi 6 infrazioni in un colpo solo.

Fortunatamente però la legge 689/1981 prevede che, se con una sola azione compio più infrazioni, non si applicano tutte quante bensì la più bassa moltiplicata al massimo per tre. Nel caso citato quindi la multa sarebbe di 166,67 x 3 = 500,01 Euro.

Queste le ipotesi più plausibili.


Memorandum legale

Ricordiamo che:

  • i cicli di vaccinazione potrebbero essere adeguati nel tempo (aumentati o diminuiti)
  • la sanzione verrà comminata “a bambino”, non a famiglia
  • la multa può essere impugnata tramite ricorso al Giudice di Pace
  • quando il valore della controversia discusso nella causa non supera i 1.100 €, il ricorrente può assumere da solo la propria difesa, se se la sente.
  • i genitori con basso reddito familiare possono avvalersi del patrocinio a spese dello Stato e disporre gratuitamente di un avvocato.
    Il gratuito patrocinio è disciplinato dal D.P.R. n. 115/2002. Il limite di reddito entro il quale è possibile beneficiarne è di 11.528,41 Euro (al 2015), e viene aggiornato su base biennale. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia compreso l’istante.

L’IMPORTANZA DEL RICORSO

La circolare del Ministero del Salute del 6 agosto 2017 al punto 4. “Mancata osservanza dell’obbligo vaccinale”, fine di pag. 9, spiega che “la sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione“.

Tuttavia, suggeriscono alcuni costituzionalisti, se la decisione di non vaccinare è motivata, è consigliato non pagare la multa e fare ricorso. In tal modo, le ragioni alla base della vostra scelta avrebbero valenza durevole e potrebbero protrarsi nel tempo.

In che senso? Potreste all’occorrenza riproporle fino ai 16 anni del minore, per contestare altre sanzioni in caso fossero aggiunte ai calendari vaccinali delle vaccinazioni che intendeste rifiutare.

 

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