Esclusione bambini da asili e scuole – Come comportarsi

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L’esclusione dei bambini dagli asili e dalle scuole dell’infanzia è un atto amministrativo. Ogni atto amministrativo che comporta una lesione di una sfera giuridica soggettiva deve seguire un procedimento amministrativo.

La scuola quindi, per essere in regola, deve comunicare al genitore l’avvio del procedimento con cui spiega in sostanza: “Caro genitore, ho avviato una procedura finalizzata ad escludere il tuo bimbo dalla scuola per questo determinato motivo…”, e al contempo deve indicarvi un termine entro il quale poter rispondere e presentare le vostre indicazioni.

Decorso il termine, che tuttavia non è perentorio, può essere adottato l’atto.
L’atto deve essere comunicato in forma scritta, motivata e riservata ai genitori.
Durante i passaggi avrete modo di muovervi in vostra difesa. Ovviamente, è bene che teniate contatti con i vostri legali.

Spetterà a voi, a un certo punto, decidere se accettare il provvedimento di esclusione del bambino da scuola e poi impugnarlo, oppure procedere alla vaccinazione.

Il percorso sopra descritto è quello corretto.

COSA NON DEVE ACCADERE? IN QUALI CASI SI PUO’ SPORGERE DENUNCIA?

Non è legale che arriviate una mattina a scuola e il bidello o la maestra all’ingresso si autorizzino a dirvi: “il bambino non entra perché non è vaccinato!”…

Se qualcuno vi intima di restare fuori da scuola senza aver ottemperato alla normale procedura con comunicazione di avviso, dovete recarvi immediatamente alla caserma dei Carabinieri e denunciare l’operatore e la scuola: sia per divulgazione di dati sensibili, ma soprattutto perché non hanno consentito al bambino di accedere alla scuola, imponendo illecitamente l’allontanamento e ledendo un suo diritto fondamentale.

Si tratta di un atto totalmente abusivo, perseguibile anche penalmente.

Questo è il parere legale.

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